TANTI BUONI MOTIVI
PER FARE ATTIVITA' FISICA

Rassodare i muscoli, sciogliere le tensioni, imparare a difendersi e acquisire stima in se stessi: questi e altri i motivi per non mancare all’appuntamento con gli allenamenti...

Sono tantissimi quelli che in autunno, pieni di buoni propositi, si iscrivono nei migliori centri fitness, attirati dal desiderio di condurre una vita più sana che finalmente contempli un po’ di movimento fisico. Così, rinnovano tutta l’attrezzatura, lasciano da parte ogni pigrizia, ma… dopo 3-4 lezioni, crollato l'interesse per la novità, non hanno più voglia di tornarci.

Continuano a pagare l'abbonamento a vuoto, sono invasi dai sensi di colpa, ma non c'è nulla da fare: non c’è corso che sappia attirare il neosportivo e che ripaghi per la fatica e il sudore spesi tra un attrezzo e l’altro. Agli allenamenti si preferisce senza il minimo dubbio una serata tra amici o sul divano a guardare la televisione.

Cerchiamo di capire come cambiare atteggiamento e dove trovare le motivazioni per continuare ad andare in palestra con la stessa grinta del primo giorno.

Tutto e subito:

Il perché si fa presto a perdere la voglia di allenarsi dipende dal fatto che si ripone eccessiva fiducia nel cambiamento veloce. Si vogliono risultati facili, se non addirittura immediati, ma la trasformazione fisica e il comportamento che porta a favorirla, hanno bisogno di tempi lenti. Quando, invece, dopo 3-4 lezioni non si perdono 5 chili, non c’è nessun mutamento a livello di ritenzione idrica né alcun effetto benefico sulla circolazione, ecco che ci si scoraggia e si molla tutto.

È necessario invece abbandonare la predominante mentalità del volere tutto e subito e disporsi in un atteggiamento di pazienza e costanza. Solo così la delusione per il mancato dimagrimento impedirà di ricorrere per esempio a un uso arbitrario di pillole dimagranti o a integratori che, se non assunti dietro controllo medico, possono addirittura risultare dannosi. Imparare, dunque, ad aspettare e a credere nel cambiamento a lungo termine, lento ma sicuro, fa sì che:

la fatica e lo sforzo pian piano vengano ripagati,
i risultati raggiunti risultino permanenti.

Uno dei desideri più grandi quando si va in palestra è quello di:

conoscere nuovi amici, aggregarsi a una compagnia diversa da quella abituale, trovare il/la partner della propria vita,
Talvolta tutto ciò si concretizza, ma quando non succede, ecco che la motivazione inizia a calare e non si ha più voglia di proseguire.

Per questo è importante non avere aspettative troppo elevate e soprattutto non pensare che la palestra sia necessariamente il luogo dove trovare l’amico più sincero o il compagno più amorevole né uno strumento con il quale riempire un’eventuale solitudine. Con i colleghi di sport può essere interessante anche semplicemente scambiarsi le impressioni sui corsi o su un singolo esercizio, a prescindere da quello che potrebbe succedere o meno sul fronte affettivo o sentimentale.

Programmi e verifiche:

"In palestra c’è troppa gente, gli istruttori sono pochi e non riescono mai a seguirti come dovrebbero": attenzione, questa è solo una scusa per non andarci! È vero che se ci si sente un po’ trascurati, essere puntuali all’appuntamento con corsi e attrezzi diventa difficile. Meglio, allora, instaurare un rapporto personale con gli istruttori ed "eleggere" uno di loro come "guida". A dare un’enorme spinta motivazionale, poi, sono sicuramente le schede. Si tratta di veri e propri programmi d’allenamento che l’istruttore "prescrive" a ciascun iscritto in base:

All’età, a eventuali problemi di salute, come per esempio il mal di schiena, agli obiettivi da raggiungere, come per esempio dimagrire o rassodare o rilassare tutta la muscolatura o determinate fasce muscolari.
Di settimana in settimana, magari scegliendo un giorno preciso, è importante verificare insieme i risultati e fare il punto della situazione sulle cose che vanno bene e su quelle che necessitano di piccoli aggiustamenti: gli esercizi, infatti, possono risultare troppi o troppo pochi, troppo impegnativi o troppo poco. Calibrarli al meglio vuol dire impostare un programma d’allenamento davvero personalizzato, cosa che sicuramente rappresenta:

un deterrente contro la tentazione di diradare la frequenza dell’attività sportiva, un’ottima strategia per non lasciarsi andare.
Vincere le inibizioni.

Cambiare atteggiamento verso la palestra vuol dire anche imparare a cambiare prospettiva. Così l’appuntamento con lo sport non è più un momento di noia, ma rappresenta una vera e propria occasione per smussare alcuni angoli del proprio carattere e per esempio per:

- vincere le inibizioni,

- imparare a fare gruppo o semplicemente a socializzare un po’ di più,

- ritrovare la fiducia sulle proprie capacità fisiche e accrescere l’autostima, stare meglio.

Fare gruppo:

Sociologi e psicologi sostengono che sempre più spesso si fa fatica a comunicare e sempre più frequentemente le persone evitano il contatto fisico. Se questo discorso è valido in generale, lo è ancora di più in palestra, i cui tempi non sembrano favorire la socializzazione.
Infatti:

si è assorbiti dai corsi, dall’attrezzo, dalle sequenze degli esercizi,
si è concentrati per completare al meglio la scheda.
Le macchinette del caffe o l’intervallo tra un corso e l’altro, invece, dovrebbero rappresentare per i più timidi, per gli introversi e per quelli che tendono a isolarsi l’occasione per vincere la timidezza, uscire dal proprio guscio e imparare a stare in gruppo. Due suggerimenti: prima di iscriversi in palestra bisogna valutare l’ambiente in modo da non trovarsi poi spiazzati, e, una volta iscritti, scegliere un corso o un programma da portsi come obiettivo.

Accrescere la stima:

Piccole soddisfazioni sono la base per le soddisfazioni più grandi. Anche qui però bisogna lavorare per piccoli obiettivi, almeno all’inizio, e con programmi a breve termine. Sceglierne di troppo ambiziosi o addirittura irraggiungibili, infatti, vuol dire mettersi inconsciamente nelle condizioni di perdere, così come sceglierne di troppo semplici significa precludersi qualsiasi stimolo. Non a caso, una delle tecniche più efficaci per trovare il giusto entusiasmo si chiama "goal setting" e riguarda la corretta formulazione degli obiettivi.

Indipendentemente dallo sport prescelto, allenarsi vuol dire imparare a concentrarsi, mettersi realmente alla prova e fare un passo dopo l’altro per scoprire pian piano di:

essere in grado di dosare le proprie forze,
avere le capacità fisiche per raggiungere la meta prescelta.
Si tratta di una sorta di test di autovalutazione che aiuta a credere in se stessi, ad accrescere la stima in sé e a capire il proprio valore indipendentemente dal giudizio degli altri e dal confronto con i modelli idealizzati. Un allenamento ben fatto è già un piccolo successo che a sua volta, come in un circolo virtuoso, può costituire il trampolino verso un altro piccolo successo futuro. Concentrarsi sul risultato raggiunto, dunque, servirà da punto di partenza per migliorare le performance successive. È stato scientificamente rilevato, inoltre, che tali risultati tendono a riflettersi positivamente nella vita, perché pare che chi si allena regolarmente sia in generale più:

- sicuro di sé,
- stabile emotivamente,
- paziente e più ambizioso.

Ritrovare la forma:

Un mal di schiena persistente, un mal di testa muscolo-tensivo o dei problemi di circolazione possono indurre il medico a prescrivere la palestra come cura. Talvolta è necessario praticare specifici esercizi per recuperare per esempio le capacità di movimento dopo un trauma. Sicuramente riscontrare dei miglioramenti è un ottimo motivo per continuare a praticare sport con costanza e serietà.

Al di là dei disturbi seri, può trarre giovamento dalla palestra anche chi più semplicemente desidera:

scaricare la tensione,
allentare lo stress,
essere un po’ fluido nei movimenti,
essere più agile e scattante,
stare meglio in generale.
Giocare e divertirsi

Un segreto per non stancarsi mai di andare in malestra è considerare lo sport:

un gioco, cioè un’occasione per lasciar emergere il lato più giocoso, più curioso e sostanzialmente più infantile e spensierato di sé;
un piacere, perché durante l’attività sportiva l’organismo libera endorfine, cioè una sorta di antidolorifici naturali in grado di assicurare uno stato di distensione e di benessere.
È vero che l’attività sportiva è una vera e propria palestra di vita, in grado di incidere sul carattere, sulla determianzione, ma attenzione a non fare diventare lo sport una sfida a tutti i costi. Nel caso dei non professionisti, infatti, il vincere o il perdere non ha nessuna importanza. Il divertimento, invece, dovrebbe sempre essere la base di ogni attività sportiva, ma se questo perde il suo primato, vuol dire che è subentrata:

la noia nel caso della gente comune,
il successo nel caso degli sportivi a livello agonistico.
Per evitare che la monotonia e di conseguenza l’insofferenza subentri e diventi l’elemento disturbante, bisognerebbe ritornare al punto di partenza e ricodarsi la vera ragione per cui ci si era iscritti in palestra, cioè ci si voleva divertire, si desiderava provare qualcosa di nuovo, si cercavano nuovi amici.

Per essere costanti spesso è sufficiente scegliere lo sport giusto. Fatelo in base alle vostre caratteristiche personali o all’esigenza di un’attività solitaria o di gruppo. L’importante, però, è non perdere mai di vista il vostro obiettivo. Qualche suggerimento.

Rassodare i muscoli: gag e spinning

Il lavoro con i pesi è sì in grado di scolpire il corpo, ma ha come controindicazione il fatto che è un po’ solitario e alla lunga rischia di essere noioso. Meglio, allora, altrettanto efficace, ma di gruppo, il corso di GAG, cioè esercizi coreografati, focalizzati su glutei, addominali e gambe a tempo di musica, oppure quello di spinning, versione estrema della biciletta da camera, che comporta uno sforzo intenso e un notevole dispendio di energia.

Imparare a difendersi: thai boxe e fit boxe/fly boxe

Possono servire come tecniche di difesa personale e per imparare a fronteggiare un’eventuale aggressione. Garantiscono, però, altri vantaggi: migliorano la coordinazione e la rapidità dei movimenti, favoriscono l’equilibrio e la concentrazione, e assicurano una certa armonia nella gestualita. In più, come del resto la maggior parte delle discipline orientali, insegnano uno stile di vita che contempli il raggiunigimento di una profonda calma interiore.

Staccare la spina: yoga e pilates

Se a queste si aggiunge anche una buona respirazione è possibile abbandonarsi, staccare la spina e sgombrare la mente da ogni preoccupazione. Si tratta di tecniche chiamate "mind-muscle", perché coinvolgono e rassarenano innanzitutto la mente e poi anche il corpo. Lo yoga o il pilates non sono consigliati soltanto a chi ha grossi problemi personali o di lavoro, perché le preoccupazioni potrebbero impedire la meditazione o, al contrario, recuperare il contatto con la parte più intima di sé potrebbe peggiorare la situazione.

:::TABELLA:::

Una scheda personalizzata...

È un segreto rubato a chi fa sport a livello agonistico e si chiama mental training. È una sorta di allenamento mentale che si avvale di schede personalizzate, utili per rafforzare la volontà. Questo di seguito è solo un esempio, ma ciascuno può realizzare la scheda come desidera. Per esempio la colonna degli obiettivi pesonali può essere sostituita con gli sport prescelti, per esempio gag, spinning, ecc.

Prima colonna: giorni della settimana prescelti per l’allenamento

Lunedì, martedi, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica

Seconda colonna: obiettivi personali

agilità nel salire e scendere le scale, maggiore senso di leggerezza, riduzione del gonfiore addominale, respirazione meno affannosa, maggiore fiato, riduzione del peso.

Terza colonna: grado di soddisfazione

minimo, medio, massimo, su un punteggio che va da 1 a 3.

Dopo ogni seduta in palestra segnare il proprio punteggio e verificare poi di settimana in settimana i risultati. Se sono negativi, è importante PARLARE CON L'ISTRUTTORE, non scoraggiarsi e ricordare che gli effetti benefici sono riscontrabili solo sul lungo termine (non è possibile avere tutto e subito!). Se, invece, si riscontra qualche miglioramento è bene considerarlo uno stimolo, cioè un punto di partenza (e non di arrivo) per continuare con regolarità l’allenamento.

Un diario del cibo

Se il problema sono chili di troppo o un’eccessiva magrezza, è possibile tenere un diario del cibo associato ai sentimenti. Si tratta di appunti sulla quantità di cibo assunto o non assunto in base a allo stato d’animo del momento. Se, per esempio, ci si accorge di mangiare troppo in momenti di tensione o di rabbia, è opportuno scegliere attività sportive in grado di scaricare l’aggressività. Se, invece, il problema è il rifiuto del cibo per l’essersi tenuti dentro un sentimento negativo contro qualcuno, è opportuno lavorare sul fronte del rilassamento, puntando per esempio sullo stretching, e su quello relazionale preferendo gli sport di squadra a quelli individuali.

Rileggere alla fine di ogni settimana il diario permetterà di capire se sono i sentimenti mal gestiti a scatenare problemi di peso o se invece alcuni comportamenti errati come mangiare fuori pasto o dopo cena davanti alla televisione sono i responsabili dei chili di troppo.

 

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